Ago 07
Drunken Army Interview
DRUNKEN ARMY
“IL PUNK, NON SI NASCONDE”

lo stemma del gruppo punk Drunken Army di Salerno
Certo che se si prende un vocabolario dall’inglese all’italiano e si guarda il significato della parola Punk, quello che si trova scritto, non è proprio rassicurante ( bisogna vedere poi perché uno dev’essere rassicurato a prescindere), la traduzione recita: “di poca qualità, da due soldi” . La maggior parte di coloro che capitano per caso tra quelle pagine, va oltre, anche un po’ schifato dal fatto che si possa portare avanti come vessillo una parola tanto inutile e disgraziata, altri forse si domandano se questo non voglia essere un atto di protesta. Ma chi quella parola la usa sa già a cosa serve, chi conosce questa Musica, non ha bisogno di traduzioni. Il Punk nasce come movimento di sottocultura prima negli Stati Uniti e poi in Gran Bretagna, dove realmente sprigiona tutta la sua verve: un carattere volutamente rozzo e rumoroso, una musica provocatoriamente poco complessa e diretta, un abbigliamento sconcio e trasandato. Insomma un manipolo di malati mentali usciti da chissà quale istituto, solo per portare disgusto nella società! Beh, cari signori, il Punk è un movimento di protesta, il suo intento è quello di sconvolgere gli schemi e di capovolgere le gerarchie istituzionali e sociali. Il Punk è un’ideologia e come tale va rispettata, si propone consapevolmente di portare confusione, con metodi e costumi inusuali e contrari al comune senso del pudore ( che forse non è poi così tanto comune). Le creste innalzate verso lo smog che copre l’ipocrisia, i loro capelli colorati che accendono la notte dell’anima e le loro borchie che premono sui fianchi del moralismo, sembrano più umani e sinceri se visti da occhi obiettivi, hanno davvero qualcosa da dire se li si lascia parlare e gli si dà la giusta attenzione. Sono ragazzi sinceri, Eppure i Punk non si nascondono, continuano a resistere, sono ancora lì, sono venuti a galla dal Garage Rock, hanno visto il sorgere ed il morire di Ramones e Sex Pistols, hanno pogato fino ai giorni nostri, e nonostante i loro poco ammalianti sputi dai palchi, i loro macabri tagli sul corpo, hanno affascinato sempre tanti ragazzi, e sono qui con noi, con chi li ascolta e li saluta e con chi gira la faccia disgustato preferendogli la TV e la Chiesa .
E sarebbe ora che gli intolleranti afficionados del moralismo mettessero sul comodino i propri paraocchi e concentrassero le pupille sul mondo, per rendersi conto di una realtà che non si può negare.
Noi infatti non lo neghiamo affatto e per ribadire il concetto di sito aperto all’underground, inteso come mondo dimenticato, ma vivo oltremodo e composto da persone vere che non hanno bisogno di far parte di un circolo mediatico per esprimersi, abbiamo deciso di intervistare una band di Salerno che ha fatto del Punk il suo modo di vita, e che dal 2006, suona per l’Italia la sua rabbia Punk.
Il gruppo che abbiamo intervistato per voi questa volta è quello dei “DRUNKEN ARMY”, l’esercito ubriaco composto da Mario alla chitarra e voce, da Delia alla batteria, e da Remo al basso, ci si presentano come seguaci dello Street Punk. A loro noi rivolgiamo la nostra attenzione, per conoscere in maniera più dettagliata cosa vuol dire essere punk oggi, quali sono le loro idee e come si sposano queste con la società sempre più consumistica che viene fuori negli ultimi anni. Abbiamo approfondito così la loro conoscenza che avevamo fatto tramite il sito della band : http://www.myspace.com/drunkenarmy . http://www.drunkenarmy.com
Non crediamo che non ci si debba perdere dietro falsi preconcetti e sia giusto che chi abbia un’idea la possa esprimere, che la si condivida o meno, sono altri fatti, ma se non si da a qualcuno la possibilità di parlare, come si può pensare che questo sia dalla parte del torto? Ecco perché io sono felice di poter dar voce ai Drunken Army, in virtù anche di tutti quei ragazzi che vivono il punk e che passano la vita ad essere emarginati dall’opinione pubblica e dalla gente in generale. Ad accogliere le nostre le parole è venuto Mario Carloni, voce e chitarra dei Drunken!
Ciao Mario, ti ringrazio per il tempo che ci concedi, e per aver accettato di usare il nostro spazio per promuovere la tua band e la vostra musica! Che ne dici se cominciamo con una domanda semplice semplice ? Perché il gruppo si Chiama “Drunken Army” e chi sono i Drunken?
Beh che dire un po’ tutti quelli che sono stati all’interno dei drunken army (dato che abbiamo avuto un po’ di cambi di formazione) di certo non ci andavano piano con l’alcool.ahhhahahahaha…ma ovviamente il messaggio che il gruppo vuole lanciare è scritto nelle canzoni e non nel nome.
Il Punk è un genere di musica tra i più longevi e con un numero di sostenitori sempre in crescita, ma allora perché si dice che il Punk è morto? E perché ogni volta bisogna ricordare che : “Punk is not Dead “ ?
Ed ecco che qui entriamo in un discorso molto complesso…non possiamo dire di certo che il punk è sempre in crescita dato che molta gente che si ritiene punk al giorno d’oggi, non ha niente a che vedere con quest’ultimo. C’è purtroppo in giro troppa gente che sa solo lamentarsi, che dice che nelle proprie città non c’è un cavolo, non c’è niente, e non cercano di crearsi le cose da soli e farsi forza a vicenda e semmai cercare di creare un circuito alternativo con le altre città, in modo da far si che cresca una scena ed un movimento abbastanza forte che riesca veramente a fottere il sistema. Non credo che in Italia esista ancora una scena forte come quella di una volta, ma posso dire che sia a Napoli che a Salerno il punk sta rinascendo, e tutto questo è grazie alla nascita del collettivo punk Asilo Politico di Salerno ed al collettivo ormai sciolto della Rash (red and anarchist skinheads) di Napoli.
Contrariamente a quanto si pensa, esistono tanti generi all’interno del Punk ( Street Punk, Punk-Hardcore, Punx&Skins, Anarcho Punk, Nazi Punk e Straight Edge), come mai voi avete abbracciato lo Street Punk e non un’altra ideologia?
E questa è la domanda che tanto aspettavo hihihihihih. Ecco a noi non ce ne frega un cazzo di queste divisioni (anarchopunk, streetpunk, skinhead, punk),per noi siamo tutti un’unica cosa. I drunken army anche in questo sono un gruppo rivoluzionario, dato che tengono ad unire queste vari sottogeneri che si sono andati a formare: abbiamo un ideologia anarchica molto vicina a quella dei crass (e quindi degli anarchopunk), siamo fortemente animalisti (tanto è vero che io sono vegetariano, mentre la batterista è addirittura vegana), crediamo nell’unione tra punx e skins e non solo, ma tra tutti quelli che vivono ogni giorno dei grossi disagi sociali non vedendosi più un futuro dinnanzi a loro, quando invece vorrebbero continuare a sperare ed a sognare un mondo più giusto. Amiamo lo street punk perché rispecchia un po’ noi tutti dato che viviamo a pieno la strada ogni maledetto giorno della nostra vita, amiamo una forte provocazione anche durante le nostre esibizioni, e siamo estremamente antifascisti. Per quanto riguarda lo straight edge ammiro un casino chi segue questa filosofia di vita, ma non ammiro le divisioni che vanno a creare spesso anche loro. Io personalmente credo, invece, che non bisogna rendere il proprio corpo dipendente da niente. Ad ogni modo l’ideologia del gruppo è contro le droghe pesanti.
Esiste inoltre il Punk Californiano ( Blink 182, Offspring, tanto per citare gruppi conosciuti), che nulla ha a che fare col Punk americano dei Ramones, e che sembra un fenomeno più commerciale del classico Punk, cosa ne pensi questo fenomeno?
Che mi viene da vomitare quando sento parlare di queste cose, di gente che si ritiene punk ed ascolta questa musica infangando un movimento che ha alla base una forte ideologia. Noi con i nostri collettivi cerchiamo appunto di fare controinformazione anche su questo, organizzando serate che hanno uno spirito, e che diffondono una musica totalmente diversa da quella che stanno facendo girare le televisioni come MTV.
E in Italia? Com’è la scena musicale punk italiana, e com’è organizzata?
In Italia c’è ancora qualche ragazzo che vive il punk al 100%, Ma la maggior parte della gente, come ho detto prima, pensa solo a lamentarsi e a creare divisioni inutili. E per di più sono anche pochi quelli che si muovono per i concerti. La gente ormai è abituata troppo bene e si scoccia di muoversi o si scoccia di prendersi un treno senza biglietto. Io sono uno che viaggia molto e come ho detto prima vivo la strada a pieno, mi muovo sempre con il treno senza biglietto e una volta che sono arrivato a destinazione mi tocca anche mettermi con un bicchiere in mano per fare colletta dato che qui di soldi ce ne sono ben pochi e di certo non sto ad aspettare che cadano dal cielo per fare le cose.
In molti accusano i Punk di essere solo dei provocatori che non sanno suonare e che hanno come solo obiettivo quello di fare caos senza nulla di costruttivo. Tu pensi che abbiano ragione?
Ci sono anche molti ragazzi che purtroppo si limitano a questo: a fare casino e a non fare niente di costruttivo, ma non credo che si possano definire dei punk. Riguardo alla gente che ha questa opinione verso noi punk, si vede che o non ha capito un cazzo (ignoranza) o che ha avuto dei cattivi esempi (cattiva influenza).
Di cosa tratta la vostra musica e come vivete la vostra condizione di Punk ?
La nostra musica è pura ribellione ed esprime pienamente le nostre idee ed i nostri disagi sociali. La nostra condizione di punk noi la viviamo per strada, all’interno dello spazio occupato il C.S.A. Asilo Politico di Salerno, e siamo politicamente e socialmente impegnati in diverse lotte, come quella dei disoccupati, che stiamo portando avanti già da un anno, riguardante il diritto al lavoro, alla casa e il reinserimento sociale. Abbiamo dato vita ad una fanzine di nome “Stree Studs and Spike Hair” e poichè crediamo nell’autoproduzione , abbiamo anche una distro. Inoltre siamo riusciti a tirare su, grazie anche all’aiuto di altre persone, un collettivo Punk. Per dirti di più della situazione nostra qui a Salerno: noi punk veniamo spesso fermati dalla polizia, rischiamo di essere picchiati dalla gente comune e siamo stati accusati dal sindaco(Vincenzo De Luca. N.d.A) in TV,su una rete locale, di rovinare l’estetica del lungo mare di Salerno. Il collettivo ha risposto a tutto ciò con un volantinaggio(lo avete dato anche a me e sono stato d’accordo con voi. N.d.A) che è stato recepito molto bene dagli abitanti della nostra città, che ci fermavano e ci chiedevano chiarimenti su quello che era successo e, una volta saputo, ci incoraggiava a fare controinformazione.
Progetti per il futuro? Inciderete qualcosa e/o vi esibirete da qualche parte nei prossimi tempi?
Abbiamo già registrato all’interno del C.S.A. Asilo Politico, una demo di 6 pezzi totalmente autoprodotta, ed è uscito già da qualche mese il terzo numero della nostra fanzine. Ci siamo esibiti il 20 ottobre con i Wild Weekend all’ Asilo Politico con un concerto totalmente benefit per i danni che quelle merde teppiste hanno provocato.
Di recente ho rivisto il film di Almodovar :”Pepi. Luci, Bom e le altre ragazze del gruppo”; che dipingeva la Spagna dei primi anni ’80, sotto l’atmosfera Punk, come mai non esiste nulla del genere che testimoni l’Italia di quel periodo? Forse il Punk in Italia non aveva attecchito ancora o sono io che non conosco abbastanza bene il cinema italiano?
Mi sa che sei tu un grandissimo ignorante di m. ahahahahahhahahahahahha. Esistono alcuni film che testimoniano la scena punk italiana degli anni ’80. Consiglio a tutti di vedere film documentari come “Mamma dammi la benza” e il film che è stato girato tra il 1982-83 all’interno del Virus, e di leggere libri come “Costretti a sanguinare”, “Lumi di punk”,ed il libro della storica fanzine italiana “T.V.O.R.” (teste vuote ossa rotte).
( a titolo informativo per i lettori di AndMusicForAll, cercate questi film, sono di nicchia, nella mia domanda io cercavo qualcosa di più fruibile a tutti, come appunto il fim di Almodovar, anche se quel film non sempre si trova. Comunque fa piacere essere chiamati ignoranti, si scopre che c’è sempre qualcosa da imparare, poi quando te lo dicono sinceramente, senza intento offensivo è ancora più importante capire che non bisogna fermarsi alle apparenze, ma continuare a conoscere. Il bello del punk è anche la sua spontaneità)

Il Gruppo Punk Salernitano dei DrunkenArmy
Ti sei divertito a stare con noi? Perché non ci lasci con un messaggio a chi non ama il punk e lo convinci a seguire la vostra filosofia di vita?
Cazzarola ma per chi mi hai preso per un testimone di geova? Ahahahahahhahahaha. Cmq tutto quello che avevo da dire l’ho detto, spero di aver chiarito ad ognuno qualsiasi dubbio sul punk e che le mie parole aprano le menti vuote di qualcuno. L’unica cosa che posso dire alla gente è Stay united and free . A presto ragazzi e vaffa. hihihhih


